ACCORDI COMMERCIALI TRA BRAND E INFLUENCER NEL CONTESTO DELL’INFLUENCER MARKETING (I PARTE)
L’influencer marketing è diventato negli ultimi anni un efficace strumento per promuovere prodotti e servizi da parte dei brand. Gli influencer vantano infatti un importante potere in tema di pubblicità: grazie al loro pubblico e tramite la creazione di contenuti sulle piattaforme social, possono aumentare la visibilità dei brand e influenzare le preferenze e le decisioni d’acquisto dei loro followers.
Dietro un semplice post sponsorizzato si cela spesso un vero e proprio contratto legale che regola il rapporto tra il brand e il content creator. Comprendere la natura di questi contratti è essenziale per tutelare entrambe le parti assicurando una collaborazione trasparente, corretta e professionale.
I contratti tra brand e influencer possono assumere diverse forme, a seconda degli obiettivi del brand e della visibilità del creator. Le principali tipologie includono:
- Sponsorizzazioni: è la tipologia più comune che ha come obiettivo quello di ottenere una visibilità immediata. Il brand paga l’influencer per promuovere un prodotto o un servizio attraverso contenuti postati sui social (post, video, storie).
- Ambassador: l’influencer diventa il “volto” del brand per un periodo di collaborazione prolungato e talvolta esclusivo.
- Product Placement: il prodotto viene “inserito” in modo naturale all’interno dei contenuti realizzati e pubblicati sui canali social dall’influencer, come se si trattasse di pubblicità indiretta. Il contenuto postato sui social non è, in questo caso, interamente dedicato alla promozione del brand, ma quest’ultimo risulta comunque visibile.
- Affiliazione: è un modello basato sulla performance. L’influencer promuove un prodotto o un servizio attraverso link tracciabili o codici sconto. Non riceve un compenso fisso, ma una percentuale sulle vendite generate attraverso la sua attività.
Ognuna di queste tipologie contrattuali ha implicazioni legali differenti, che devono essere chiaramente stabilite nel contratto.
In un contratto di collaborazione con un influencer è fondamentale definire con chiarezza la durata dell’accordo, specificando se si tratta di un progetto circoscritto nel tempo (come ad esempio una campagna di due settimane), oppure di una collaborazione continuativa della durata di diversi mesi (come nel caso di un rapporto di ambassadoring della durata di sei mesi). La definizione del periodo di validità serve a tutelare entrambe le parti e a stabilire con precisione l’arco temporale degli obblighi contrattuali.
Un altro aspetto cruciale riguarda i contenuti richiesti. Il contratto deve stabilire in modo dettagliato quali contenuti l’influencer sarà tenuto a realizzare, indicando il numero di post, storie o video, le piattaforme su cui pubblicarli, le tempistiche da rispettare e le linee guida creative. Può inoltre prevedere l’uso di messaggi specifici, hashtag obbligatori, menzioni da includere, nonché eventuali divieti, come l’esclusione di riferimenti a marchi concorrenti o messaggi in contrasto con l’immagine del brand.
Molti brand richiedono l’approvazione preventiva dei contenuti prima della pubblicazione. In questi casi, è opportuno che il contratto disciplini in maniera chiara le modalità e i tempi di revisione da parte dell’azienda, per evitare ritardi o fraintendimenti che potrebbero compromettere la riuscita della campagna.
Spesso viene inserita anche una clausola di esclusiva, che impedisce all’influencer di collaborare con marchi concorrenti per tutta la durata del contratto o per un certo periodo successivo. È importante che questa clausola sia formulata in modo equilibrato, specificando esattamente quali aziende o settori sono da considerarsi in concorrenza e per quanto tempo l’influencer sarà vincolato, in modo da non limitare eccessivamente la sua libertà professionale.
Il contratto deve ovviamente regolare anche gli aspetti economici, indicando con precisione il compenso concordato, che può essere fisso oppure variabile, ad esempio in base al numero di conversioni o al raggiungimento di determinati obiettivi. È essenziale specificare le modalità di pagamento, i tempi, l’eventuale necessità di fatturazione, e se sono previsti rimborsi spese.
Una clausola di riservatezza (NDA) rappresenta un’ulteriore tutela per entrambe le parti, in particolare per il brand, che può trovarsi a condividere informazioni sensibili come dati interni o condizioni economiche. L’influencer, sottoscrivendo questa clausola, si impegna a non divulgare tali informazioni né durante né dopo la fine della collaborazione.
Dal punto di vista delle garanzie contrattuali, se l’influencer non pubblica i contenuti concordati, oppure lo fa in modo non conforme alle istruzioni ricevute (ad esempio, fuori tempo massimo), il brand ha il diritto di intervenire. Potrà chiedere che i contenuti vengano corretti, applicare eventuali penali previste dal contratto oppure, nei casi più gravi, risolvere il contratto ed avanzare una richiesta di risarcimento danni, soprattutto se l’azione ha compromesso l’immagine dell’azienda. Lo stesso principio si applica se l’influencer tiene comportamenti pubblici inappropriati che possano danneggiare la reputazione del brand.
Allo stesso modo, se il brand, ad esempio, ritarda i pagamenti o non li effettua, il contratto deve prevedere il diritto per l’influencer di sospendere la collaborazione o intraprendere azioni legali per il recupero del credito.
Il mondo dell’influencer marketing si sta evolvendo rapidamente e, con esso, anche le esigenze di chiarezza e tutela legale. Rivolgersi ad un legale per redigere un accordo chiaro ed equilibrato è nell’interesse di entrambe le parti: per i brand, significa proteggere il proprio investimento e la propria immagine, mentre, per gli influencer, vuol dire lavorare in un contesto sicuro e professionale.
Il presente articolo ha la finalità di offrire un inquadramento generale dell’ambito dell’influencer marketing, con particolare riferimento ai rapporti commerciali stipulati tra brand e content creator. Negli articoli che seguiranno verranno approfonditi aspetti specifici della materia, tra i quali, il codice di condotta e le linee guida fornite dall’AGCOM.
Dott.ssa Sara Guarducci
