I DAZI DI TRUMP: IMPATTI SULL’EUROPA, SULLA CINA E SULL’ITALIA
Nel 2025, l’amministrazione di Donald Trump ha rilanciato una politica commerciale protezionistica, imponendo dazi significativi su numerosi partner commerciali, tra cui l’Unione Europea. Questa strategia mira a riequilibrare il deficit commerciale degli Stati Uniti e a stimolare la produzione interna, ma ha suscitato preoccupazioni a livello globale, soprattutto in Europa e in Italia.
I dazi doganali sono tasse sui beni che vengono importati o esportati da un Paese, più precisamente imposte indirette, cioè imposte che vengono riscosse sui beni prima che raggiungano il cliente finale che le paga come parte del prezzo del bene. In pratica, quando un prodotto attraversa una frontiera internazionale, lo Stato può applicare un dazio, cioè un pagamento, per far entrare o uscire quel bene.
I dazi sono sempre esistiti, ma oggi se ne parla così tanto proprio per le recenti manovre degli USA che hanno alzato tali imposte facendo arrivare il prezzo dei beni a cifre mai viste e facendo esplodere una vera e propria guerra dei dazi.
Perché si parla di guerra? Si parla di guerra perché spesso ad un dazio corrisponde l’applicazione di un controdazio imposta da un altro paese.
A cosa servono i dazi?
- Proteggere l’economia locale: rendono i prodotti esteri più costosi, favorendo così quelli nazionali.
- Generare entrate per lo Stato: i dazi sono una fonte di reddito.
- Regolare il commercio internazionale: possono essere usati come leva politica o economica (es. per punire o premiare un Paese).
Le tipologie di dazi doganali più comuni:
- Dazi ad valorem: si tratta di un dazio espresso come percentuale del valore della merce;
- Dazi specifici: si tratta di un dazio espresso in un’unità di misura specifica, come ad esempio il peso o il volume della merce;
- Dazi misti: si tratta di una combinazione di dazi ad valorem e dazi specifici.
- Dazi antidumping: si tratta di un dazio applicato alle merci importate che sono vendute a un prezzo inferiore rispetto al loro prezzo di vendita nel paese di origine. L’obiettivo di questo dazio è quello di proteggere le imprese locali dall’effetto delle importazioni a basso prezzo.
- Dazi compensativi: si tratta di un dazio applicato alle merci importate che sono soggette a un sussidio nel paese di origine. L’obiettivo di questo dazio è quello di neutralizzare l’effetto del sussidio e garantire una concorrenza leale.
Esempio pratico:
Se importi una bottiglia di vino dal Cile in Italia e c’è un dazio del 20%, dovrai pagare un 20% del suo valore come tassa all’entrata.
Come funzionano i dazi tra paesi membri dell’Unione Europea?
Tra i paesi membri dell’Unione Europea è stata istituita nel 1968 un’unione doganale che agevola gli scambi commerciali per le imprese, armonizza i dazi doganali sui beni provenienti dai paesi extra UE e contribuisce a proteggere i cittadini, gli animali e l’ambiente europei.
In pratica, nell’unione doganale le autorità doganali di tutti i paesi dell’UE collaborano come se fossero un’unica entità, applicano le stesse tariffe alle merci importate nel loro territorio dal resto del mondo mentre non applicano tariffe fra di loro.
Ciò significa che non si applicano dazi doganali alle merci trasportate da uno Stato membro all’altro. Il dazio doganale proveniente dalle merci importate nell’UE corrisponde a circa il 14% del bilancio totale dell’UE e rientra nelle “risorse proprie tradizionali”.
Per i paesi dell’Unione europea il testo normativo di riferimento è il Codice Doganale dell’Unione europea (Regolamento (UE) 952/2013.
Le Misure Annunciate
Il presidente Trump ha annunciato l’intenzione di applicare dazi fino al 25% su una vasta gamma di prodotti importati dall’Unione Europea. Le motivazioni ufficiali includono il desiderio di correggere le disparità commerciali e di incentivare l’acquisto di prodotti americani. Tuttavia in data 11 aprile 2025 Trump ha annunciato una pausa immediata di 90 giorni sui dazi reciproci. A tutti i Paesi che hanno deciso di trattare per un accordo viene infatti applicata la tariffa doganale base del 10%.
Unica eccezione la Cina, a Pechino saranno infatti applicati complessivamente dazi al 145%, secondo quanto riferito dalla Casa Bianca. Al 125% di tariffe reciproche annunciate da Trump si va a sommare il 20% di dazi imposti in precedenza per il fentanyl[1].
Le ragioni per cui Trump ha imposto dazi così pesanti contro la Cina sono principalmente due: la prima è che la Cina è di gran lunga il più importante partner commerciale degli Stati Uniti, ma anche quello con cui gli Stati Uniti hanno il maggior deficit. Nel 2024 Cina e Stati Uniti si sono scambiati beni per un valore totale di 582 miliardi di dollari: gli Stati Uniti hanno esportato beni per 143 miliardi, mentre la Cina ha esportato beni per 439 miliardi. Il deficit commerciale degli Stati Uniti, cioè la differenza tra ciò che un paese esporta e ciò che importa, è di circa 295 miliardi.
Per Trump, questo deficit commerciale sarebbe la prova che la Cina si approfitta dell’economia degli Stati Uniti, e non del fatto che la Cina produce molte cose che i consumatori americani vogliono comprare. L’imposizione di dazi, secondo questo ragionamento, servirà a riequilibrare i commerci tra i due paesi e a riportare negli Stati Uniti le industrie che si sono spostate in Cina.
La seconda ragione è che gli Stati Uniti vedono da tempo nella Cina il loro più temibile avversario, non soltanto a livello economico, ma anche politico e militare. Nell’idea di Trump e della sua amministrazione il libero commercio con la Cina e l’interdipendenza economica tra i due paesi non ha fatto altro che indebolire gli Stati Uniti e rafforzare la Cina. Per questo il legame deve essere eliminato o ridotto al minimo: è la teoria del decoupling, cioè del disaccoppiamento tra le due economie, che l’amministrazione Trump porta avanti dal suo primo mandato.
Questo decoupling è di fatto già in corso: nel 2016 le importazioni dalla Cina erano il 21 % delle importazioni totali degli Stati Uniti, mentre nel 2024 sono state soltanto il 13 %.
Le Reazioni dell’Unione Europea e della Cina
L’Unione Europea ha espresso una ferma opposizione a queste misure, definendole ingiustificate e dannose per l’economia globale. La Commissione Europea ha dichiarato di essere pronta a rispondere con contromisure adeguate per proteggere i propri interessi economici e quelli dei suoi Stati membri.
Pechino ha risposto invece già rialzando i controdazi sui beni Usa dall’84% al 125%.
Le Conseguenze per l’Italia
L’Italia, come principale economia manifatturiera dell’Eurozona, è particolarmente vulnerabile a queste nuove tariffe. Settori chiave come l’automotive, la moda, l’alimentare e l’agroalimentare potrebbero subire un impatto negativo significativo. In particolare, l’industria vinicola italiana, che esporta una parte considerevole dei suoi prodotti negli Stati Uniti, potrebbe affrontare difficoltà a causa dell’aumento dei costi per i consumatori americani.
Altra conseguenza che le aziende italiane si stanno già trovando a dover affrontare è il fatto che la gran parte delle aziende americane con cui lavorano, forti della loro posizione di principali importatrici, stanno chiedendo di farsi carico di parte dei dazi alle esportatrici italiane.
I Dazi di Trump: Impatti sull’Europa, sulla Cina e sull’Italia
Le trattative tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea sono in corso, con l’obiettivo di trovare un accordo che possa evitare un’escalation della guerra commerciale. Tuttavia, le posizioni divergenti rendono incerta la possibilità di una soluzione rapida. L’Italia, da parte sua, sta cercando di diversificare i suoi mercati di esportazione per ridurre la dipendenza dal mercato statunitense e mitigare gli effetti negativi di queste politiche protezionistiche.
Per quanto riguarda invece i rapporti tra Stati Uniti e Cina se i dazi rimarranno attivi la relazione commerciale tra i due paesi sarà enormemente danneggiata, con grosse conseguenze. In Cina sono prodotti beni di grande importanza, dall’abbigliamento agli iPhone di Apple, e al momento gli Stati Uniti non sono attrezzati per produrre internamente molti di questi beni, se non a costi molto più elevati. Gli Stati Uniti non possono nemmeno importare beni da altri paesi per sostituire quelli provenienti dalla Cina, perché l’amministrazione Trump ha imposto dazi pesanti su tutti i paesi con settori manifatturieri importanti, come il Vietnam, l’India, il Messico o il Bangladesh.
Conclusioni
I dazi imposti da Trump rappresentano una sfida significativa per l’economia europea e italiana. Sebbene le trattative siano in corso, è essenziale monitorare attentamente gli sviluppi futuri e prepararsi a rispondere in modo adeguato per proteggere gli interessi economici europei e italiani.
Ma non è sicuramente da sottovalutare anche la possibilità di diversificare aprendosi, in alcuni casi in maniera ancora maggiore rispetto a come stiano già facendo adesso, a commerciare con nuovi mercati, primo fra tutti quelli dei paesi arabi sicuramente in forte ascesa.
[1] Il Fentanyl, detto anche la droga degli zombie, è un potente oppioide sintetico, 50 volte più potente dell’eroina, il cui abuso può avere conseguenze letali. Negli Stati Uniti sta causando una strage silenziosa: tra la fine degli anni Novanta e il 2022 ha provocato quasi un milione di overdose letali.
Avv. Francesco Michelozzi
